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Yellow Sun è partner di Compostiamo Community. 

Da tanti anni siamo convinti che l’attività agricola sia uno dei pilastri costitutivi del concetto di Comunità. Concetto fondamentale ai giorni nostri per rigenerare una attività umana che ritrovi il senso delle cose e che riscopra il valore dell’essere in armonia con l’ambiente che ci circonda e con gli altri esseri viventi umani e non umani. Ambiente che non può che essere quanto più naturale possibile e che quindi al giorno d’oggi necessiti di azioni che ne ricostituiscano le basi, iniziando dal ripristino della sostanza organica nei suoli. Ripristino che non può che iniziare dall’attività delle persone in alleanza con quello delle aziende agricole.

CompostiAmo Community è un progetto di aggregazione di una comunità di consumatori fidelizzati attorno all’azienda agricola che diventa oltre che un centro di produzione, anche un centro di aggregazione e un momento culturale.

L’azienda così pratica l’arte del riutilizzo della sostanza organica, raccogliendo gli scarti alimentari delle famiglie sensibili, eventualmente pretrattati con appositi microorganismi. Queste stesse famiglie acquisteranno presso l’azienda agricola prodotti coltivati secondo sistemi di coltivazione naturali a prezzi convenienti.

L’idea di base è che andando presso l’azienda agricola le famiglie non vanno solo ad acquistare derrate alimentari. Partecipano e contribuiscono ad un progetto di consapevolezza, di sensibilità verso l’ambiente, realizzando consumo consapevole  ed uno stile di vita che genera benessere fisico e psicofisico, attivando un vero processo generativo di benessere comunitario.

compost

Valori Community CompostiAmo 

VITAE AGRICOLTURA NATURALE

 Premessa

Il presente documento intende regolare i rapporti nella Community CompostiAmo in particolare garantendo il patto fondante della Community di CompostiAmo fra famiglie aderenti e agricoltore che ritira l’umido pre-trattato con microorganismi nelle compostiere e le famiglie che si impegnano ad acquistare per il proprio consumo, i prodotti otricoli coltivati secondo le tecniche naturali codificate nel presente disciplinare, ad un prezzo corretto rispetto alla media dei medesimi prodotti offerti in vendita tramite i supermercati della zona. 

Questa è l’idea e la proposta da realizzare assieme. Il progetto www.alberovitale.it è un’idea condivisa che con il contributo di tutti, può trasformare la nostra vita, le nostre comunità. Siamo Un’intuizione per chiunque non si senta solo consumatore, per chi già si impegna in Gas, associazioni, cooperative, per raccontare la propria esperienza, condividere le proprie scoperte e conquiste in circolarità. 

È chiara la forza rivoluzionaria di queste Community aggregate attorno ad agricoltori che desiderano sperimentare, ad ecovillaggi che vogliono aprirsi, a GAS che vogliono incidere e CREARE IL NUOVO, una nuova società che rende possibile finalmente una vera CRESCITA FELICE. www.alberovitale.it offre idee da condividere e perfezionare e strumenti di relazione e comunicazione al servizio del progetto. 

L’Agricoltura Naturale proposta nel presente disciplinare, nasce dalle esperienze maturate da due fratelli in settori totalmente diversi: l’agronomia il primo, le organizzazioni industriali il secondo, aperta a tutti gli agricoltori che abbiano esperienze da raccontare e conquiste da condividere. 

Pensiamo ad un vero e proprio nuovo sistema di “fare agricoltura”, al di fuori e assolutamente migliorativo rispetto ai sistemi già esistenti, siano essi basati sulla sola chimica industriale o al contrario basati solo su protocolli considerati esclusivamente naturali.

UNA VERA RIVOLUZIONE CHE VUOLE AVVCINARE IN MODO ARMONIOSO E ORGANIZZATO DUE MONDI APPARENTEMENTE INCOMPATIBILI … SE NON PROPRIO “NEMICI” DICHIARATI!.

Gli anni di ricerca mossi da curiosità, le verifiche condotte su particelle completamente separate, ci svelano i principi di una “nuova agricoltura”, oltre i limiti di quelle esistenti, in grado di superare l’inquinamento e la depauperazione della “chimico/tecnologica”, ma migliorando gli oggettivi limiti “produttivi” della seconda. Usiamo il termine “agricoltura naturale”, perché in grado di utilizzare le nuove tecnologie, in sintonia con i sistemi che la natura ci offre e mai con l’approccio umanocentrino che spinge ad agire come se la natura commettesse errori “dovesse essere corretta”. 

Il percorso di ricerca è stato condotto inizialmente, come accennato, su particelle sotto il diretto controllo dei due sperimentatori, anche avvalendosi della documentazione esistente all’epoca, e poi trasferita in pieno campo su alcune colture specialistiche, alcune delle quali effettuate in un terreno ormai devastato da eccessive pratiche agronomiche moderne rivitalizzandole. 

OBIETTIVI DEL PROGETTO. 

Come appena accennato, tutta una serie di migliorie sono state rilevate proprio grazie alla partecipazione degli agricoltori stessi, che continuiamo a sollecitare e sono utili e gradite. 

Infatti un aspetto deve essere assolutamente capito e sottolineato fin da subito e cioè che questo nuovo sistema non può essere “insegnato” come si insegna qualsiasi tecnica, ma va realizzato in una simbiosi fra uomo, terreno e apporti (sementi, piante e principi nutritivi) ove l’uomo diventa “direttore d’orchestra”.

L’esperienza ci ha fatto ben comprendere che la Natura è una meravigliosa entità per la quale vale assolutamente il famoso detto Socratico “Più so, più so di NON sapere”. Ogni situazioni è particolare, ogni terreno diverso, occorre sapientemente valorizzare la ricchezza di ogni elemento, portandoli alla loro massima espressività, molte le peculiarità meteorologiche che influiscono sugli andamenti stagionali, pur magari utilizzando le serre per proteggere al meglio le colture dagli sbalzi umorali della meteorologia.

Questo disciplinare non conterrà condizioni assolute da replicare pedissequamente, offrirà al contrario le linee guida di “comportamento” che dovranno essere implementate flessibilmente al fine di ottenere la massimizzazione di tutti i risultati attesi. 

Il primo traguardo è sicuramente la piena soddisfazione delle famiglieclienti” che possono avere ortaggi frutta e verdure di un gusto e di una dolcezza impareggiabili, che durano diversi giorni anche fuori dal frigorifero senza deteriorarsi, ma ASSOLUTAMENTE SANE E NATURALI, mentre l’orticoltore potrà godere di produzioni abbondanti e cicli produttivi lunghi senza decadimenti grazie a piante in perfetto equilibrio, quindi anche capaci di difendersi da sole, ottenendo in questo modo notevolissimi  risparmi in prodotti esterni al ciclo naturale.

Tutto questo ancora amplificato dal progetto di “filiera integrata al riciclo”, grazie all’introduzione del compostaggio di comunità, prevedendo che gli scarti alimentari siano ritornati all’agricoltore per il compostaggio e la trasformazione in sostanza organica, ottima per mantenere ed aumentare la fertilità dei suoli.

Questo è il risultato che potrà garantire la sussistenza della filiera corta, e cioè la sua economicità ( nel senso reale del termine! Non nel senso assunto oggi!!!) che va a vantaggio di tutti i partecipanti alla filiera stessa:

  • I clienti perché hanno verdure ottime e durevoli ad un prezzo onesto
  • Restituendo lo scarto organica, hanno il risparmio dello smaltimento della parte umida
  • L’orticoltore può contare su una base di clienti fidelizzata innanzitutto dalla qualità dei prodotti oltre che dai prezzi convenienti      
  • Il reso della sostanza organica gli permette di avere sempre materiale umificato in proprio, risparmiando anche sulla necessità di recuperare sostanza organica esterna

La conclusione di questo processo è tornare al vero senso di “comunità” che è in grado al proprio interno di creare quei circuiti virtuosi del tutto naturali che per millenni sono stati alla base dello sviluppo e della prosperità delle comunità umane, in piena sintonia con la Natura.

Senza rinunciare ai miglioramenti delle moderne tecnologie. 

Principio Generale

Imperativo del progetto è realizzare una Agricoltura SOSTENIBILE e perciò stesso NATURALE. Invertendo il trend innescato dall’agricoltura industriale, quale il depauperamento dei suoli e la necessità di incrementare continuamente le quantità di fertilizzanti chimici, con conseguenti dilavamenti nelle falde acquifere.

Il lavoro del prof. Teruo Higa e della sua incredibile miscela di Microorganismi Effettivi che, rendeva semplice l’accesso a questa sperimentata tecnologia naturale, in grado di rispettare e recuperare i suoli enfatizzando e naturalmente le capacità produttive, in sintonia con diverse tecnologie naturali. Questo strumento permetteva di raccordare in modo semplice ed efficace le moderne tecniche agronomiche con i principi Naturali, esaltandone i pregi di ciascuna ed utilizzandole entrambe per eliminare i difetti dell’altra. 

Produrre in modo industriale, però garantendo sempre l’assoluta resilienza dei terreni, per preservarla per le generazioni future, anzi incrementandone la qualità dei terreni stessi e degli ortaggi coltivati. 

In conclusione il Principio Generale su cui si basa l’Agricoltura Naturale è la perfetta fusione dei potentissimi meccanismi Naturali ( di cui così poco ancora consociamo!) con i sistemi, mezzi, strumenti, tecniche e tecnologie che la intelligenza umana è riuscita a concepire per ottenere i migliori prodotti con il minimo dispendio di mezzi e consumi e con una attività assolutamente sostenibile per la Natura stessa e per l’Uomo che in essa vive.  

 

Disciplinare Parte Generale

 Il Disciplinare qui descritto NON è un Disciplinare classico ma un metodo, una tecnologia, che lo stesso agricoltore con la sua intelligenza e sensibilità, sarà in grado anche di migliorare. Se poi, come successo con i partner che hanno cooperato alla sperimentazione in pieno campo, il singolo agricoltore volesse CONDIVIDERE i propri migliori risultati, si creerebbe quel ciclo virtuoso che è alla base della prosperità di ogni COMUNITA’ UMANA, come la STORIA ben ci insegna.

E queste indicazioni contribuiranno a migliorare questo stesso disciplinare.  

Tutta la filosofia di GEA Sistemi Sostenibili si fonda, come già accennato, sulla unione di due concetti finora considerati “nemici” :

  • l’Agricoltura biologica o similare che è bella come ideologia  ma faticosa e dalle scarse capacità produttive
  • l’Agricoltura con sistemi industriali che produce grandi quantità, ma depaupera i terreni 

Quindi il Disciplinare dell’Agricoltura Naturale utilizza i Sistemi Naturali Biologici per amplificarne gli effetti benefici  sulla salubrità delle piante e sulla qualità dei frutti, ed utilizza i sistemi industriali per diminuire la fatica dell’uomo e per supplire ad eventuali carenze dei substrati o altre problematiche di vario genere.

La strategia del disciplinare è: 

  • Lasciar fare il più possibile alla Natura, perché è lei che sa quello che fa
  • In subordine aiutare la Natura tramite le conoscenze moderne,  relativamente alla fenologia delle piante, alla costituzione dei suoli agricoli, alle interrelazioni biochimiche, agli asporti per la ricostituzione e l’integrità dei suoli, alla integrazione nella lotta contro le malattie eccetera. 

in particolare possiamo individuare tre filoni specifici in cui l’integrazione dei metodi naturali supportati dai microorganismi ed i metodi industriali possono interagire in modo completo per ottenere i migliori risultati:

  1.  per il suolo :
    a) recuperare molto in fretta l’integrità dei suoli dopo una stagione di coltura intensiva di tipo industriale, restituendo la sostanza organica e la sua biologia e microbiologia, anche favorendo l’assorbimento velocemente degli essudati della precedente stagione.
    b) migliorare la costituzione degli stessi suoli in funzioni delle coltivazioni che vi sono previste, anche  con macchine che migliorano la qualità del terreno.
  2. per le coltivazione :
    a)
    massimizzare l’uso delle risorse minimizzandone i consumi tarati sulle specificità della singola coltivazione;
    b) intervenire con micro dosaggi degli opportuni stimolatori nelle diverse fasi fenologiche.
  3. per le malattie :
    a)
    adottare il più possibile semplici sistemi meccanici di difesa;
    b) utilizzare sistemi di difesa naturali, come gli insetti utili;
    c) evitare eventuali malattie con applicazioni anticipate;
    d) usare sempre e solo prodotti naturali. 

In questo modo, anche la coltivazione industriale utilizzata al SERVIZIO della Natura e NON IN OPPOSIZIONE è in grado di produrre ottimi frutti pari in qualità a quelli totalmente naturali, anzi anche migliori, a volte molto migliori, ottimizzando il “sistema” nella sua globalità e quindi arrivare al miglioramento del rapporto costi/benefici che è l’obiettivo dichiarato.

In questo vero e proprio “cambio di paradigma”, in realtà una VERA RIVOLUZIONE CONCETTUALE, l’apporto dell’agricoltore/ coltivatore è fondamentale proprio perché siamo ben coscienti delle infinite complessità della Natura e, alla fine nulla può sostituire l’uomo nel suo diretto rapporto con la Natura. Questo Disciplinare non vuole sostituirsi alla esperienza dei singoli coltivatori, perché è solo dalla loro sensibilità che si avranno i migliori risultati nella integrazione tra i  Sistemi Biologici ed i sistemi Industriali che possiamo indicare in questa breve e NON esaustiva lista :

  1. Il mantenimento e miglioramento del suolo con ammendanti naturali (vera Economia Circolare valorizzando gli scarti alimentari) ai fini dell’equilibrio degli elementi e dei microelementi in funzione della specifica coltura;
  2. Predisporre al meglio il terreno alle coltivazioni intensive tramite l’uso di apporti naturali che favoriscono la veloce organizzazione delle radici e supportano lo scambio osmotico con il terreno in tutte le sue molteplici e ancora spesso sconosciute funzioni;
  3. eventuale apporto di concimi chimici di derivazione naturale oppure, se necessario, anche concimi chimici nel caso di carenze strutturali altrimenti non sanabili e solo dove non sia possibile procedere in maniera diversa;
  4. Il miglioramento della  struttura e della tessitura del terreno, tramite anche l’apporto di costituenti esterni, ma soprattutto con l’uso mirato delle lavorazioni del terreno stesso sempre basate sul minimo indispensabile e sulla minore invasività;
  5. Utilizzo di sistemi di precisione per l’irrigazione, in modo di mantenere la perfetta integrità del suolo rispetto alla singola coltura, sia per il migliore risparmio delle risorse idriche;
  6. Utilizzao di sistemi di irrigazione di precisione per intervenire con appositi microapporti di sostanze stimolanti e ricostituenti per le piante;   
  7. Utilizzo il più possibile sistemi di difesa meccanici contro l’assalto di insetti dannosi o distruttivi (esempio : reti anti insetto);
  8. Agevolare l’autodifesa delle piante grazie all’uso appropriato dei microorganismi e/o degli acidi umici e fulvici da essi derivati;
  9. Nelle serre appositamente configurate, fare ampio uso di insetti utili per il contenimento dei parassiti;
  10. Mantenere sotto controllo le variazioni atmosferiche al fine di prevenire possibili variazioni dannose per le colture;
  11. Anticipare possibili aggressioni di agenti patogeni di qualsiasi natura con estratti naturali od altri strumenti naturali;

Da questa lista parziale è anche facile capire come è quasi impossibile affrontare tutte le tematiche in questo Disciplinare che solo con il tempo potrà migliorare e coprire sempre più aree e settori.

Pertanto nel seguito verranno descritte le principali e più collaudate procedure con il fine di iniziare un nuovo percorso che abbia comunque il fine di migliorare i suoli e le colture, pur nella economicità dei processi.

Nel seguito verranno elencate le principali aree di azione che portano alla Agricoltura Naturale, iniziando dall’uso dei Microorganismi :

  • per il compostaggio anche con lombricoltura;
  • per l’uso diretto;
  • altri possibili utilizzi anche di prodotti derivati;

per poi proseguire con i principali consigli agronomici che riguardano :

  • le analisi da effettuare inizialmente e poi periodicamente;
  • l’uso di prodotti naturali per migliorare la qualità e la tessitura del suolo;
  • l’uso delle migliori macchine agricole;
  • eventuali integrazioni di substrati naturali, ma anche concimi chimici di derivazione naturale o di derivazione chimica;
  • uso di sistemi meccanici per il miglioramento colturale e per la difesa delle piante, con l’uso anche di altri sistemi biologici;
  • la irrigazione di precisione anche per il supporto alimentare in specifiche fasi fenologiche;

Da queste prime indicazioni tecniche si procederà a successive integrazioni, secondo lo sviluppo dell’intero Sistema.   

Compostaggio e lombricoltura

Il primo aspetto che si nota del compostaggio con microorganismi rispetto al compostaggio tradizionale è la sua facilità operativa e la poca fatica ed energia che serve per attuarlo. L’unica operazione di un certo rilievo al fine di migliorarne i risultati e velocizzare la stabilizzazione del substrato, è effettuare la macinatura dei componenti prima di fare il cumulo. Poi il cumulo si stabilizzerà e maturerà per proprio conto in funzione delle temperature esterne. Infatti i microorganismi utilizzati operano alla nostra stessa temperatura corporea quindi intorno ai 35 – 38°. 

Invece nel compostaggio tradizionale innanzitutto servono ampi spazi per non fare cumuli oltre il metro, e poi si deve procedere ogni quattro ore alla rivoltatura (fase ossidativa e fase anossica)  quindi spazi ed energia molto importanti. Il secondo aspetto che con i microorganismi NON occorre rispettare è il corretto rapporto carbonio azoto che dovrebbe aggirarsi tra un minimo di 1 a 20 fino ad 1 a 30 ed anche più.
Con i microorganismi è praticamente possibile compostare di tutto perfino l’erba da sola, solo che in genere non conviene perché servono molti microorganismi e spruzzati con accuratezza per impedire che inizi la fermentazione ad alta temperatura che distruggerebbe l’energia del composto e gli stessi microrganismi.

Quindi una tecnologia che appresa  e compresa permette di compostare di tutto : 

  • Letame
  • Liquami
  • Pollina
  • Rifiuti domestici
  • Sansa
  • Foglie
  • Erba

E questa è un’altra eccezionale facilitazione indotta dai microorganismi. Addirittura se si hanno delle masse di deiezioni animali, si consiglia di NON aspettare il momento dell’uso a mettere i microorganismi : spruzzateli ogni tanto sul mucchio delle deiezioni oppure nelle vasche dei liquami. I microorganismi provvederanno ad espandersi da soli stabilizzando il supporto e preparandolo nel migliore dei modi per l’uso agricolo. Da prove effettuate con testimoni ignari, è stato valutato che i microrganismi  in pochi mesi in un grande mucchio, anche durante i mesi invernali sono in grado di stabilizzare e compostare il letame facendolo, in pochi mesi, maturare come avesse due anni!

L’unico vero nemico dei microorganismi, oltre alle temperature superiori ai 40° , è la poca umidità del substrato, come ad esempio può essere la pollina rimasta troppo esposta all’aria secca : in questo caso per una corretta stabilizzazione e compostaggio è assolutamente necessario miscelarlo con materiale molto molto umido o addirittura bagnarlo fino a quando appare quasi melmoso.

Il procedimento per creare il cumulo è molto semplice.

  1. Il materiale da compostare deve essere triturato finemente ( 1 – 2 mm nelle tre dimensioni), più è fine e meglio agiscono i microrganismi. Comunque con il tempo anche pezzi grossolani vengono ridotti dall’azione dei microorganismi ma anche dei minuscoli miriapodi che sono preposto proprio a questo compito. La Natura è in grado di fare tutto da sola,  solo che ci impiega molto più tempo.
  2. Poi deve essere accatastato in cumuli, ma NON pressato. Durante questa operazione il materiale deve essere spruzzato con i microorganismi in ragione di circa 1 – 5 litrip di soluzione concentrata per tonnellata di materiale. Si deve andare verso i 5 litri per tonnellata se il materiale è molto umido ( oltre il 60% di umidità, ma anche oltre fino ai 10 litri nel caso di erba fresca dei giardini che sono anche al 92% di umidità). 
  3. Man mano che si procede con il cumulo, la parte accumulata deve essere coperta da teli e lasciata riposare. L’azione dei microrganismi aerobici in abbinata con i microorganismi anaerobici contenuti nella miscela, fa si che il cumulo non si surriscaldi ma mantenga una temperatura costante intorno ai 35°. 

Il cumulo è opportuno venga stoccato su una platea di cemento dotata di pozzetti per la raccolta del percolato. Questo percolato, prodotto dalla disgregazione della materia organica, è un ottimo fertilizzante, anche in fertirrigazione per manichetta. Ma ne vedremo un altro promettentissimo uso nel terzo paragrafo.

Un consiglio : il migliore innesco di materiale fresco è una parte del materiale che già si sta trasformando, magari già contenente lombrichi, maialini di terra e altri demolitori. Personalmente ho creato degli inneschi semplicemente aggiungendo umido urbano di vario genere contenente bucce di melone o di altra frutta zuccherina, assieme a residue di verdure, bucce di patate ed altro. 

Un altro consiglio proveniente dalla pratica : in teoria quando un cumulo è attivato sarebbe sufficiente aggiungere materiale triturato senza più spruzzare microorganismi, ma la pratica dimostra che spruzzare almeno la quantità minima consente di prevenire problemi di formazione di odori oltre a garantire sempre una veloce partenza della trasformazione organica.

In definitiva è sufficiente fare un minimo di esperienza per imparare velocemente a compostare anche grandi cumuli di materiale organico.

Per ultimo si aggiunge una considerazione : il materiale stabilizzato e compostato alle temperature primaverili si riempie da solo di lombrichi ed alla fine il risultato è una specie di macinato di caffè già usato, sicuramente il miglior ammendante possibile. Se si vuole e se le colture sono di elevato pregio si può accelerare anche questa fase utilizzando la Lombricoltura (per questo si rimanda al relativo manuale della lombricoltura). 

 

Microorganismi per uso diretto

I microorganismi possono essere utilizzati anche direttamente sulle colture con risultati molto buoni. Quando ho iniziato con questa tecnologia non sapevo ancora nulla del compostaggio e quindi usavo i microorganismi direttamente, sia nel terreno sia da spruzzare sulle foglie sia come attivatore energetico sia come protettivo contro le malattie.
In entrambi i casi i risultati furono veramente buoni tanto che poi sono passato a studiarli approfonditamente.

Per l’uso diretto nel terreno, la miscela attivata deve essere diluita in proporzione di 1 a 50 fino 1 a 30, diluizioni minori possono sicuramente essere fatte ma sempre dopo aver fatto prove localizzate. Personalmente su colture ad accrescimento veloce lo abbiamo dato anche puro con risultati molto buoni, ma senza esagerazioni.

Per la prevenzione delle malattie si usa in diluizioni da 1 a 500 fino ad 1 a 100 per piante con foglie particolarmente robuste.

L’uso diretto dei microorganismi deve sempre rispettare le regole generali degli stessi, quindi NON devono assolutamente essere usati in pieno sole o con vento sostenuto perché la rapida essicazione conduce a limitarne tremendamente l’azione.

Il periodo migliore è sicuramente alla mattina con il sorgere del sole, oppure alla sera in prossimità o dopo il tramonto, solo che in questo caso occorre vedere che la bagnatura delle foglie in concomitanza con climi caldi ed umidi non favoriscano l’insorgere di malattie fungine.

Non ci si meravigli di questa considerazione, infatti i microorganismi sono potentissimi ma non onnipotenti e in effetti in ambienti particolarmente virulenti e favorevoli ai patogeni anche i microorganismi devono soccombere, come ben vediamo succedere con l’inquinamento diffuso.

In questi casi la semplice applicazione non è sufficiente ma occorre perdurare nell’azione anche per due o tre anni prima di riuscire a ricostituire la salubrità territoriale.

In situazioni particolarmente gravose, sono state fatte prove di miscelazione di insetticidi assieme ai microorganismi. Ad esempio una primavera c’era stato un gravosissimo attacco di afidi, i microorganismi li debellavano ma ne restava sempre qualcuno che dopo qualche giorni aveva ripopolato tutti i rami. Allora si aggiunse qualche goccia ma proprio 2-3 gocce dell’anticrittogamico specifico e le rose si ripulirono completamente, a dimostrazione che l’azione congiunta consente di utilizzare, nei casi più gravi, minime quantità di prodotti con risultati eclatanti.

In questo senso un elemento con una azione anticrittogamica ed antisettica ( sulla peronospora delle rose) veramente incredibile è in un prodotto assolutamente innocuo in apparenza, e cioè l’acqua. Se raffreddata a 4 – 6 gradi e spruzzata sulle piante con problemi di insetti, in pochissimi giorni (occorre aspettare anche l’eventuale schiusa delle uova se non già devitalizzate) le piante torneranno splendenti recuperando anche eventuali attacchi fungini … l’accortezza è che questa operazione va fatta in pieno sole quando le temperature dell’aria sono al massimo della giornata.

Altri possibili utilizzi dei Microorganismi e dei prodotti derivati

Dopo aver visto il metodo di compostaggio con i Microorganismi si ritiene opportuno sottolineare in modo estremamente forte che questa tecnologia NON serve solo per il compostaggio, ma ha una infinità di altri utilizzi, in tantissimi settori :

  • Allevamento agricolo : deodorazione ambienti, predisposizione dei liquami alla stabilizzazione, miglioramento della digestione degli animali stessi, sanificazione da molti parassiti, diminuzione insetti molesti (mosche);
  • Acque : trattamento di qualsiasi tipo di acqua e di refluo; nell’allevamento ittico, aumento delle quantità ecc.;
  • Orticoltura : prodotti sani, meno concimi, aumento di quantità e qualità;
  • Frutticoltura : idem
  • … tantissimi altri settori

In pratica sembra non esserci settore nel quali i Microorganismi non possano portare benefici, ma questo lo si vedrà in altri contesti. Ciò che si vuole stimolare è l’attenzione dell’orticoltore che in questa tecnologia può trovare tantissime risposte ai sui bisogni lavorativi se non proprio tutte.

Qui si vuole porre l’attenzione soprattutto sul liquido che fuoriesce dalla massa che si sta stabilizzando e Compostando. Quel liquido è stato provato in campo pieno in serra in una coltivazione di pomodori.
Prima evidenziava una ottima azione come concime fogliare facendo distinguere le piante trattate rispetto alle altre per la maggiore potenza fogliare oltre che per l’altezza e la fruttificazione. Ma quando per un cambio di temperatura la coltura fu assalita da tempo caldo e umido che fece collassare in poche ore tutta la coltura in una domenica pomeriggio quando non c’era personale, le uniche due file che rimasero tali e quali furono le due trattate con quel liquido. Quindi si rivelò essere  un potente concime fogliare con anche  azione  anticrittogamica e antisettica per quella coltura.

E’ facile immaginare che la stessa azione la possa sviluppare anche su altre colture  ortive o anche per i frutteti.  L’unica avvertenza è che bisogna stare attenti a testare il liquido con le stesse diluizioni dei microorganismi in uso fogliare quindi partire con dosi da 1 a 500 per poi scendere gradualmente ad 1 a 300 fino ad 1 a 100. Se si vede che l’azione diventa troppo aggressiva ritornare a dosaggi superiori. Infatti il problema è che la concentrazione di questi acidi umici e fulvici dipendono  sia dalla qualità dei materiali in compostaggio sia dalla loro umidità : in certe situazioni possono assumere consistenze molto dense. 

Invece come concime può essere usato con maggiore libertà soprattutto su colture fortemente azotifere ed a rapido accrescimento: test personali su cetrioli hanno rilevato che quantità molto importanti hanno permesso accrescimenti incredibili con frutti di dimensioni esagerate comunque ottimi nel sapore, nella consistenza e nella durata. In definitiva è stato provato il grandissimo potere sia preventivo sia come ricostituente ma fino a quando non lo si conosce si raccomanda la prudenza, perché è un prodotto molto potente.

Le analisi da effettuare inizialmente e poi periodicamente

Conoscere le caratteristiche dei suoli da utilizzare per la coltivazione è di primaria importanza. Applicando i principi, i metodi ed i mezzi indicati  in Agricoltura Naturale in teoria non esistono terreni marginali, poco fertili e/o degradati in quanto tutti possono essere messi nelle migliori condizioni per ospitare qualsiasi coltivazione. Ovviamente se il difetto è grave il rimedio non da immediatamente risultati ottimali, ma servono 2 o 3 anni per sistemarli definitivamente. Si tratta anche di terreni degradati da Cattive Pratiche Agricole (agricoltura intensiva di sfruttamento) derivati da Debushing o Deforestazione incontrollata, inquinati da residui di Attività Minerarie o di Industria petrolifera. Negli ultimi due casi si tratta di eseguire idonei Programmi Agricoli di recupero degli inquinanti per poi sviluppare le coltivazioni edibili.

Quindi le Analisi del Terreno per conoscerne le caratteristi devono essere complete di:

  • Stato Fisico – Granulometria
  • Assetto Biologico – Biotest
  • Equilibrio degli elementi Chimici – Analisi Chimica

Questa deve comprendere sia i Macro che i Microelementi necessari per la corretta nutrizione dei Vegetali

  • Test di Capacità Idrica, per conoscere la Capacità di Campo e le Caratteristiche Idriche al fine di utilizzare al meglio la risorsa acqua

Tutto questo per stabilire i quantitativi di risorse esogene da impiegare per costruire la corretta Fertilità, intesa come capacità del terreno di sostenere adeguatamente i vegetali.

Il sistema da impostare deve essere impostato in modo tale che se i quantitativi richiesti fossero eccessivi, vengono suddivisi in più anni.

Questo per non sconvolgere troppo le caratteristiche di Naturali di Base dei terreni presi in considerazione.

 

Prodotti naturali per migliorare qualità e trama del suolo. 

La Sostanza Organica

 

Premessa

È universalmente conosciuto che i terreni più fertili e produttivi per fare Agricoltura sono quelli in cui naturalmente avviene il Processo di Umificazione della Sostanza Organica (SO).

Questo meccanismo naturale si è creato dall’ inizio della Vita sulla Terra, ne è parte integrante e fondamentale. 

È complesso e la sua funzionalità viene determinata da molti fattori.

Per semplificare la descrizione del Processo, è una catena di smontaggio della Materia Organica  costituita dalle diverse sostanze che formano i tessuti degli organismi viventi sia vegetali che animali. 

Agisce riportando allo stato iniziale tutti gli elementi chimici di base in modo da  rimetterli a disposizione per la creazione di nuovi individui, perpetuando così il ciclo della vita.

Per questo interviene, influisce e partecipa all’ equilibrio di tutti i meccanismi Biologici e Fisiologici che hanno portato alla formazione della Geosfera e Biosfera terrestre.

Anche se l’ Agronomia Moderna  dimostra che si può coltivare senza terreno e senza SO, ciò avviene con grande spreco di risorse e di energia ed è applicabile solo a culture di particolar pregio e valore commerciale. 

È assolutamente impensabile di risolvere il problema della carenza Mondiale di Alimenti, ed ora anche di Energia, applicando questi sistemi.

Molti ricercatori asseriscono che tutte le superfici disponibili per l’ Agricoltura sulla Terra sono attualmente coltivate, per cui non si può contare su una ulteriore espansione per sopperire alle crescenti necessità degli Abitanti del pianeta.

Non è certo la Deforestazione la soluzione del problema, anche perché si è già in condizioni di alterazione del Clima a causa della riduzione delle aree Forestate sotto la soglia percentuale di superficie per il mantenimento del Ciclo Naturale dell’ Acqua.

La soluzione del problema può essere l’ applicazione dei principi dell’ Agricoltura Naturale, elevando la fertilità di terreni considerati marginali o poco fertili, attivando o ricostruendo il ciclo dell’ Humus dove non esiste per condizioni climatiche sfavorevoli.

L’ errore più grande compiuto dall’ Agricoltura Moderna è tuttora quello di pretendere di sostituire con i Concimi Chimici di Sintesi tutto quello che è stato, seppur sommariamente, appena descritto.

Solamente usando la Sostanza Organica si può risolvere in maniera stabile il problema della fertilità del terreno, garantendo produzioni qualitativamente migliori e in maggior quantità.

 

Funzioni della Sostanza Organica (SO)

Oltre alle funzioni nutrizionali accennate nel capitolo precedente, la SO nel terreno ha altri importantissimi effetti.

Nelle analisi viene espressa in percentuale ponderale sul volume totale della massa di terreno.

Attualmente non esistono metodi analitici diretti che possano distinguere i contenuti in SO Grezza, in corso di trasformazione o Umificata. 

Per determinare l’ indice di trasformazione si usa un metodo per calcolo di due parametri, Carbonio Organico e Azoto totale, ma il dato è molto approssimativo a causa della labilità di alcune forme Azotate. 

L’ unico metodo attualmente sufficientemente sicuro per determinare la funzionalità del Processo di Umificazione è la ricerca di un enzima specifico che determina il Biotest. 

In base al parametro quantitativo rilevato, si può conoscere se il terreno è biologicamente attivo o meno, cioè se vivo o morto,indipendentemente dalla quantità di SO contenuta.

Funzione Nutrizionale.

La funzione nutrizionale si esplica sia direttamente, mettendo a disposizione gli elaborati del disfacimento della SO Grezza che indirettamente. 

Durante il Processo di Umificazione si formano diverse sostanze, compresi gli Acidi Umici e Fulvici.

Questi sono in grado di aggredire le forme chimiche dei nutrienti, sia componenti naturali del terreno che artificiali dei concimi distribuiti, “organizzandole” rendendole più facilmente assibilabili dai vegetali. 

Grazie a questo e alla grande capacità di scambio dei legami elettrochimici, funziona da magazzino dei nutrienti facilitandone anche la cessione quando richiesti. 

Inoltre riesce parzialmente a far superare le barriere di disponibilità per gli elementi molto sensibili a PH anomali come  Calcio, Fosforo e Microelementi.

Funzione Idrica.

La struttura fisica della SO le consente di comportarsi come una spugna, assorbendo e cedendo facilmente più volte il  proprio peso in acqua. 

Questo comporta che i terreni ricchi di SO abbiano un Volano Idrico maggiore rispetto a suoli con le stesse caratteristiche fisiche che ne siano privi.

Se il terreno con la migliore Capacità Idrica può trattenere una quantità di acqua pari al proprio peso, la SO ne può contenere un volume corrispondente a molte volte il proprio peso. 

Si stima che una percentuale del 4,5-5% di SO possa raddoppiare la disponibilità di acqua per le piante rispetto allo stesso terreno che ne è privo. 

Inoltre ha anche un effetto collaterale in terreni estremamente sabbiosi o argillo/limosi. 

Nei primi contribuisce a diminuire il volume dei Macropori, conferendo una ulteriore maggior capacità di trattenere acqua. 

Nei secondi contribuisce a diminuire le proprietà plastiche, abbassando la possibilità della formazione di crepe e croste e aumentando la disponibilità per le piante con la riduzione  dell’ effetto negativo delle tensioni superficiali proprie di queste particelle.

Funzione Fisica.

Per gli effetti citati in calce al paragrafo precedente, nei terreni pesanti e difficili da lavorare, contribuisce a diminuire sia i costi diretti come i consumi energetici che gli indiretti sottoforma di una minore usura degli organi lavoranti. 

La maggiore “lavorabilità” consente anche di estendere il periodo in cui si possono preparare i campi per la semina.

Funzione Microbiologica.

È ovvio che la presenza di SO nelle varie forme funziona da ottimo supporto per lo sviluppo della vita microbica. 

Il fatto importante è che sulla base microbica in successione si esalta una catena vitale di individui di genere superiore fino ad arrivare a mammiferi roditori come arvicole e talpe. 

In un terreno biologicamente attivo oltre ai milioni di individui monocellulari per grammo di terreno, ci sono diverse centinaia di chilogrammi di esseri superiori per ettaro. 

Una facile verifica dello stato vitale del terreni è dato dalla presenza di anellidi, i normali lombrichi, trait d’ union tra  la parte microbica e gli organismi superiori. 

Non è l’ obbiettivo di questo elaborato citare o descrivere tutto quello che compone e come funziona il complesso mondo del sottosuolo che si può identificare come Pedosfera. 

Basta pensare che potrebbe essere un Mondo Vitale Autonomo, dato che nella sua complessità ci sono batteri in grado di fissare l’ Azoto Atmosferico e attivare la Fotosintesi Clorofilliana. 

Nei paragrafi successivi sono indicati metodi e materiali per preservare o attivare questo prezioso alleato sotterraneo per chi desidera raggiungere elevati obbiettivi di qualità e quantità. 

 

Preservazione della SO e della Vita Biologica

Prima di addentrarsi nel tema di come esaltare o creare una situazione favorevole della Biosfera Sotterranea, si riporta in breve quello che non bisogna fare per comprometterla dove esiste. Evitare tutti gli interventi che possono alterare il profilo biologico del terreno, violente ossigenazioni e azioni che possono alterare il PH. 

In pratica limitare la profondità delle arature, se necessarie,  evitare troppi passaggi di affinamento del letto di semina e non distribuire alte dosi di fertilizzanti ad azione Acidificante. 

Gli argomenti sono trattati in documenti specifici.

Evitare situazioni di eccesso o estrema carenza di acqua, se necessaria l’ irrigazione utilizzare sistemi a basso volume ed erogazione controllata, anche questo argomento è trattato in un documento specifico. 

In zone dove la piovosità naturale è eccessiva, ricorrere a sistemazioni e/o a tecniche di semina su prosa rilevata in modo che si ripristini il più velocemente possibile l’ equilibrio naturale aria/acqua nel terreno.

Per ultimo, evitare assolutamente di bruciare le stoppie sia da residui di colture precedenti che naturali. 

Le ceneri hanno un forte effetto alcalinizzante, e anche questo disturba i Microrganismi.

 

Attivazione Biologica e ripristino della SO

Sono principalmente due le fonti di arricchimento della quantità di SO nel terreno. 

Il primo è con l’ interramento della Vegetazione Spontanea, dei Residui delle coltivazioni precedenti o praticare il Sovescio. 

Tutto questo è identificato come Sostanza Organica Autoctona ( SOA)  

Il secondo è con la distribuzione di Sostanze Organiche Esogene (SOE) come Deiezioni Animali, Rifiuti Urbani Selezionati, materiali di Risulta di Attività Agroindustriali e assimilabili. 

Agendo con il primo metodo, l’ Attivazione Biologica si ottiene con la distribuzione diretta di Microrganismi Selezionati sui residui accuratamente triturati e poi  interrati ad una profondità idonea al corretto sviluppo del processo di Umificazione. 

Se si adotta il Sovescio è necessario aver cura di seminare specie diverse da quelle normalmente coltivate per poter ottenere l’ effetto della Biocenosi. 

Trattandosi di processi che avvengono in condizioni naturali, i tempi di trasformazione sono piuttosto lunghi, 6-12 o più mesi e dipendono dalle condizioni climatiche e dalla correttezza delle Pratiche Agronomiche.

Nel secondo si tratta di effettuare un Compostaggio Controllato, miscelando i Microrganismi Selezionati alla massa da trasformare. 

In questo caso si può simulare la Biocenosi se il materiale di base proviene fonti diverse. 

I tempi di trasformazione sono molto corti, 2 – 3 mesi e la massa di materiale da distribuire può essere considerata un Humus di Pronto Effetto. 

Non è detto che i due metodi debbano essere applicati separatamente, in quanto la distribuzione del Compost sui residui colturali sostituisce egregiamente la distribuzione diretta dei Microrganismi. 

In condizioni limite di clima o su terreni anomali per PH o con componenti granulometriche sbilanciate, dà sicuramente  garanzia di maggior successo.

 

Conclusione

Adottare queste tecniche di arricchimento della fertilità, è l’ unica via da percorrere se si vuole elevare la Fertilità dei Terreni Agricoli di qualsiasi tipo, in modo naturale e ottenere naturalmente produzioni elevate.

 

’uso delle migliori macchine agricole

 

Premessa

L’ evoluzione dei sistemi per preparare il terreno a ricevere il seme ha subito molti cambiamenti da quando l’ Uomo si è trasformato da Cacciatore e  Raccoglitore ed è diventato Agricoltore ed Allevatore, decidendo di diventare produttore del proprio nutrimento

Molta strada è stata percorsa da quando sono stati inventati i primi strumenti per facilitare il lavoro dei campi ad oggi, con moderne Trattrici a guida satellitare, Raccoglitrici che sanno dare in tempo reale la quantità e la qualità di quello che si sta trebbiando e via di questo passo. 

Spesso le condizioni di mercato hanno influito sulla meccanizzazione, costringendo gli addetti ai lavori ad industriarsi per trovare il modo di abbassare i costi visto che il prezzi delle derrate alimentari non potevano lievitare all’ infinito. 

Sopratutto negli ultimi decenni si sono introdotte le pratiche e le macchine per la semina diretta su terreno sodo, trattrici di grandissima potenza trainanti multitiller enormi che hanno ridotto i costi di semina ai livelli minimi. 

Tutto ciò senza tener in conto che per abbassare il costo del prodotto è necessario anche aumentare la produzione sull’ unità di superficie. 

Questo imperativo è diventato ancor più importante dato il costante e progressivo aumento della Popolazione Umana sulla terra, dall’ aumento delle richieste di Cibo ed ora anche di occupare terreni coltivabili per la produzione di Energie Rinnovabili. 

Tra l’ altro, gli studiosi di statistica ritengono che tutte le superfici coltivabili del pianeta siano attualmente utilizzate. 

Per questi motivi, i metodi di Agricoltura Naturale mettono in primo piano le Piante e le loro esigenze per ottenere Produzioni Massimali prima di valutare sistemi artificiosi di contenimento dei costi di produzione. 

 

Lavorazione del terreno e fertilità

Dal modo in cui si lavora il terreno si influisce pesantemente anche sui fattori di fertilità, in particolare sul ciclo di trasformazione della Sostanza Organica in Humus e sulla relativa Attività Biologica. 

In Agricoltura Naturale non si prendono in considerazione le arature profonde, la semina diretta su sodo ed i multitiller. 

La prima per lo sconvolgimento del Profilo Microbiologico, poiché spedisce in profondità i Microrganismi Aerobici e porta in superficie gli Anaerobici, alterando temporaneamente la loro azione. 

I secondi perché non interrano adeguatamente i residui colturali, limitando la possibilità di trasformazione in Humus. 

Per questi motivi, non si possono annoverare queste   tecniche tra i metodi di Buona Pratica Agricola e quindi non adatte per l’ Agricoltura Naturale. 

Sono ammesse due eccezioni per l’ aratura: molto profonda, anche un metro e oltre, nel caso di debbano rimescolare strati di terreno diversi in suoli alluvionali, molto leggera, fino a 250mm di profondità, se non si riesce ad interrare  gli abbondanti residui della coltura precedente. 

 

Lavorazioni profonde

Sono previste solamente in terreni con facilità a formare ristagni in superficie. 

Si opera con Ripuntatori a Talpa, conosciuti come Drenatori, o Vibrocoltivatori in grado di rimuovere gli strati di compattamento sottostanti e ristabilire il ricircolo dell’ acqua tra la superficie ed il sottosuolo. 

Particolare attenzione e precisione è richiesta se si opera in appezzamenti dove sono stati installati sistemi di Subirrigazione, che devono essere accuratamente mappati elettronicamente per non incorrere in danneggiamenti dell’ impianto. 

Questo è facilitato dalle odierne macchine dotate di guida automatica in parallelo a guida satellitare, che sanno “muoversi” con precisione in appezzamenti di cui sia stata eseguita la mappatura elettronica.

 

Lavorazioni intermedie

Sono previste solamente per terreni con tendenza al compattamento o nel caso che  operazioni precedenti alla semina abbiano lasciato carreggiate profonde. 

Se si agisce in appezzamenti dotati di impianto di subirrigazione, la profondità di lavoro non deve superare i 2/3 della profondità di posa delle ali e dei tubi di testata. 

Sono indicati estirpatori ad ancore curve frontemarcia (tipo Michel), che agiscono sul terreno come un aratro ma evitano di rimescolare il terreno. 

Possono essere montati sul sollevamento anteriore di trattrici di potenza adeguata, ed agire in contemporaneità alla semina.

 

Semina

Per le operazioni di preparazione del terreno, si adottano tecniche e sistemi conservativi delle risorse, a basso impatto ambientale e consumo energetico. 

L’ argomento è illustrato come ultimo non perché meno importante, ma per successione logica. 

Se l’ attivazione microbica può essere deteriorata dall’ uso eccessivo di fertilizzanti chimici di sintesi, se il miglior progetto di concimazione può essere rovinato da una cattiva gestione dell’ irrigazione, le  errate operazioni di lavorazione del terreno possono distruggere tutto.  

Come già precedentemente citato, anche per preparare il terreno esistono diverse opzioni, metodi e attrezzi. 

Per preparare il letto di semina si usano due attrezzi dinamici, entrambi idonei a formare combinate per eseguire  le operazioni in un unico passaggio. 

Con pochi o nulli residui in superficie si utilizza l’ Erpice Rotativo Veloce, macchina con velocità operativa fino a 6 – 9 Km/Ora, con organi lavoranti in movimento rotatorio verticale, miscelazione di eventuali fertilizzanti distribuiti in superficie fino a circa 3/4 della profondità operativa. 

Su terreni con pietre e sassi, molti residui vegetali o dopo distribuzione di compost in superficie, si usa la Fresa Interratrice, conosciuta col nome di Interrassi. 

Questa macchina particolare, a movimento rotatorio orizzontale antiorario, è in grado di amalgamare perfettamente il terreno con i residui superficiali e contemporaneamente operare una separazione fisico/dimensionale, stratificando in basso i materiali più grossolani e pesanti e lasciando la terra fine in superficie. 

Con questa azione, la Sostanza Organica Grezza è posizionata ad una profondità idonea ad essere naturalmente trasformata in Humus senza dispersione di energia nutrizionale perché “bruciata” dal Sole o imputridire per mancanza di aereazione. 

L’ accuratezza del lavoro svolto la limita nella velocità operativa, circa 3 Km/ora, svantaggio ampiamente compensato dall’ incremento della fertilità e dal condizionamento ideale del terreno a ricevere il seme. 

Entrambe le macchine di base possono essere equipaggiate in modo da seminare su “banchine” rialzate, lasciando due solchi ai lati della fascia seminata molto utili a far defluire rapidamente gli eccessi di pioggia non trattenuti dalla capacità del terreno di assorbirla.

 

Conclusione

L’ obbiettivo di incrementare la produzione per ettaro si può raggiungere con il massimo rispetto per l’ ambiente. 

Questo in Agricoltura Naturale è possibile coordinando nel giusto modo tutti i fattori che influiscono positivamente sulla Fertilità, senza pretestuosi artifici che lascino una “coda” negativa per le Generazioni future. 

 

Integrazioni di substrati naturali,  concimi naturali o  chimici

Documento dedicato a definire i Materiali Esogeni distribuiti sul terreno con l’ intento di aumentare la produzione delle Colture Agrarie

Premessa

Questo documento ha un sottotitolo a causa della confusione del linguaggio per indicare tutti quei materiali di diversa provenienza usati in Agricoltura con l’ obiettivo di aumentare o mantenere la produzione delle coltivazioni. 

Spesso anche la nomenclatura ufficiale e le definizioni comunemente usate in Agronomia non sono sufficienti a definire la materia con la chiarezza e la precisione necessaria per trattare l’ argomento quando si applicano i principi dell’ Agricoltura Naturale. 

Quindi lo scopo di quanto sarà esposto serve anche a creare un linguaggio e definizioni comuni per poter dialogare senza provocare equivoci. 

Il primo equivoco da eliminare è che senza un’ adeguata quantità di Sostanza Organica e Carbonio, senza verificare od attivare l’ Attività Biologica e senza l’ Equilibrio Idrico nel terreno, è perfettamente inutile discutere di concimazioni. 

Al contrario di quanto comunemente si crede, senza  questi fattori principali, concimare può essere un danno. 

L’ equivoco è stato purtroppo originato dalla Scienza Moderna sull’ argomento della Nutrizione delle piante, dove i principi della Chimica hanno prevaricato quelli della Biologia e della Fisiologia.

La fisiologia della nutrizione delle Piante è basata su fenomeni Biochimici. 

 

Il Sistema Pianta

Prima di entrare nello svolgimento del tema principale, è necessario fare il punto su come funzionano i meccanismi di base della nutrizione dei Vegetali. 

In sintesi le Piante sono  da considerare delle vere e proprie pompe a concentrazione osmotica. Cioè il loro sistema nutrizionale si basa sull’ assorbimento di soluzioni acquose a bassa densità di elementi da parte dell’ apparato radicale e concentrate dall’ azione di traspirazione delle Foglie. Questo fa si che fin che le foglie traspirano evaporando acqua, le radici continuano ad assorbire e la pianta a nutrirsi. 

Basta questo per far comprendere che più la concentrazione della soluzione circolante del terreno è alta, più i vegetali “fanno fatica” ad alimentarsi. 

Quindi la distribuzione di concimi ad alta attività chimica può essere di ostacolo alla nutrizione senza l’ adeguata disponibilità di acqua, come avviene in Natura nei terreni salati. 

Inoltre, l’ azione chimica violenta disturba enormemente la complessa Attività Biologica del terreno, alterandola, addormentandola e, al limite, distruggendola. 

La differenza principale nella nutrizione tra mondo vegetale e animale sta’ che la “digestione” dei nutrienti per i vegetali avviene nel terreno ed ogni volta che ne vengono alterati i parametri le piante non si alimentano correttamente. 

Si può intervenire nella nutrizione delle piante  anche direttamente attraverso le foglie. 

Per superare alcune barriere fisiologiche create da condizioni particolari del terreno o del clima o da innesti, si interviene sia con elementi primari che con micronutrienti.

I modi per intervenire nella nutrizione delle piante sono diversi come sono di tipo diverso le caratteristiche dei materiali da utilizzare. 

Concimazione al terreno di presemina, concimazioni di copertura a coltura in atto, fertirrigazione e concimazione fogliare devono essere integrate in un unico e funzionale Progetto teso a favorire il mantenimento della massima attività nutrizionale delle piante coltivate.

 

Fertilizzanti Chimici Naturali

Sono da utilizzare direttamente nel terreno per correggere le anomalie principali che possono influire sulla corretta ed equilibrata nutrizione. 

Questa azione viene definita Normalizzazione, cioè si tratta di correggere i parametri esistenti per far diventare qualsiasi tipo di terreno in grado di ospitare qualsiasi pianta. 

Non è rivolta solo a correggere ed equilibrare i contenuti in elementi chimici, ma  agisce anche sui parametri di funzionalità come il Ph.

Sono ottenuti solo con processi fisici di trasformazione e simulano alcuni fenomeni naturali avvenuti in migliaia di anni. 

Questi processi di base sono tre: Macinazione, Flottazione e Termico.

Macinazione. 

Con la macinazione fine di rocce di base si simula il processo di erosione del vento, dell’ acqua e differenziale termico che hanno sgretolato le rocce per dare origine alla Pedogenesi, cioè la creazione dei suoli vegetali. 

L’esempio più rappresentativo è dato dai Fosfati Naturali Teneri, dai Carbonati di Calcio o di Calcio e Magnesio, dalle Alghe Fossili e dai Sali Potassici Naturali  .

Flottazione. 

Con la flottazione in soluzione acquosa si opera la separazione di Sali Minerali diversi che si trovano in giacimenti naturali. 

La separazione avviene in grandi contenitori riscaldati e la separazione avviene per il diverso peso specifico e diversa densità. 

Il sistema simula i meccanismi delle alluvioni e dei bradisismi della crosta terrestre che hanno creato i grandi depositi di Salgemma. 

L’ esempio più significativo è la separazione del Potassio Cloruro dal Sodio Cloruro.

Calcinazione. 

Il trattamento termico è simile a quello per produrre il cemento, e si usa nella necessità di dover utilizzare rocce dure per ottenere fertilizzanti. 

Simula quello che in natura avviene durante le Eruzioni Vulcaniche, in cui le alte temperature portano alla scomposizione dei minerali formandone di nuovi. 

È noto che tra i terreni più fertili del mondo si annoverano proprio quelli originatisi dai fenomeni vulcanici. 

L’ esempio più comune è il trattamento dei Fosfati Allumino Calcici. 

Un prodotto Fosfatico di uso abituale assimilabile a questi sono le Scorie Thomas, sottoprodotto della defosforazione della Ghisa per ottenere l’ acciaio.

L’ effetto nutrizionale di questi prodotti viene stimato in base alla solubilità carbonica, sistema simile a quello che avviene nella soluzione acquosa del terreno con la reazione della CO2 sciolta nell’ acqua. 

La finezza di macinazione determina il potere nutrizionale, in quanto più e fine più è aggredibile dagli agenti biochimici del terreno. 

Un buon prodotto può fornire fino all’ 80% del titolo originale in nutrimento. 

Non influiscono negativamente sui meccanismi biologici anche se applicati in dosi massicce, anzi i Carbonati, i Fosfati Teneri e le Alghe Fossili la favoriscono, tanto da poter essere miscelati alla Sostanza Organica  sia prima che post Umificazione. 

Non sono dilavabili per scarsa solubilità in acqua, agiscono positivamente sul Ph sia del terreno che della stessa soluzione circolante, non provocano l’ aumento della salinità ed in caso di siccità rimangono inattivi. 

Tra questi prodotti non è stato annoverato il Calcio Solfato, conosciuto come Gesso, che pur avendo un buon potere correttivo del Ph, ha l’ effetto di accelerare chimicamente i processi di mineralizzazione della Sostanza Organica. 

In Agricoltura Naturale è consigliato solo nei terreni di origine torbosa dove la quantità di S.O. è in eccesso.

 

Concimi Chimici di Sintesi

Si annoverano in questa categoria tutti quei prodotti ottenuti con più o meno complesse reazioni di sintesi o per reazione chimica. 

Possono essere allo stato liquido o solido. 

Sono quelli di uso più comune e vanno dagli azotati più conosciuti, ai binari Azotati con Calcio, Potassio, Fosforo, Magnesio, binari Fosfo – Potassici ecc.

 Sempre in questa categoria si collocano anche i ternari NPK ottenuti per reazione tra Acidi e Basi diverse  che consentono di distribuire in un unico passaggio tutti e tre gli elementi chimici di maggior consumo. 

Per chiudere, anche i fertilizzanti speciali per fertirrigazione e concimazione fogliare con i nutrienti supportati su base di chimica organica, come i Chelati. 

Come è già stato affermato, i processi di nutrizione delle piante sono di tipo Biochimico,  per cui entrambe le componenti sono da utilizzare in simbiosi per ottimizzare il risultato finale. 

In Agricoltura Naturale non si esclude il loro utilizzo, anche se lo si sconsiglia fortemente, purché i quantitativi distribuiti siano modesti e non interferiscano o danneggino la struttura Biologica del terreno.

 

Fertilizzanti Organici e Organominerali

Sono assimilati in questa categoria tutti quei prodotti derivati da sostanze organiche di varia provenienza. 

Di uso diretto sono i pannelli di estrazione degli oli vegetali, le farine di carne o di pesce. 

Un prodotto molto interessante parte dall’ utilizzo degli scarti di pesce macinati e mescolati in proporzione a pannelli vegetali e carbonati o derivati di alghe fossili per ottenere, dopo fermentazione controllata, un fertilizzante organico conosciuto come Guano di Pesce. 

Altri fertilizzanti azotati molto validi possono derivare da sintesi enzimatiche dell’ industria farmaceutica, da concentrazione di borlande di lavorazioni agroindustriali o come il Salino Potassico, derivato dall’ estrazione dello Zucchero dalla Barbabietola.  

Rimangono con questa denominazione anche prodotti nel cui processo di produzione intervengono prodotti chimici per favorire la trasformazione o la stabilizzazione. 

Solitamente il nutriente in maggior quantità è l’ Azoto Organico. 

Tra quelli che subiscono un processo chimico di scissione delle proteine o estrazione di principi attivatori della nutrizione accessori ci sono gli estratti da carni o scarti di macelli o di attività legate alla lavorazione dei pellami e del cuoio e gli Acidi Umici. 

Sempre a questa categoria, sono assimilati i prodotti derivati da deiezioni animali essiccati e compattati. 

Naturalmente gli esempi sono molti e le recenti esigenze nate dalla constatazione che solo con i prodotti chimici gli incrementi o il mantenimento di standard elevati di produzione non sono sostenibili, ne produrranno degli altri.

Con il termine Organominerali vengono definite le miscele di fertilizzanti organici con chimici sia naturali che di sintesi preparate in fabbrica per facilitarne la distribuzione. 

Inseriti in un programma di ampio spettro di miglioramento della fertilità del terreno, hanno una loro utilità quando i programmi colturali in stretta successione non permettono la distribuzione di Compost, BioChar e grandi volumi di Chimici Naturali. 

La proporzione tra le componenti della miscela dovrebbero essere tarate sulla base a Carte Nutrizionali stilate in seguito ad Analisi Biochimiche del terreno eseguite per determinare le carenze del terreno della zona di riferimento.

 

Conclusioni

La Scienza della nutrizione delle piante è molto complessa e di difficile compressione in un condensato. 

La nuove scoperte nel campo della Chimica, della Biologia e sulla Fisiologia dei vegetali spesso cambiano teorie e fatti dati antecedentemente per assolute. 

La Natura è in costante evoluzione, per cui l’ approccio scientifico più consono deve essere quello del Saggio che sa di conoscere molte cose ma che sono molte di più quelle che deve ancora imparare. 

E la Scienza della Nutrizione delle piante è una di queste discipline. 

Anche perché la Salute Umana prescinde da una corretta Nutrizione che a sua volta passa dalla corretta nutrizione dei Prodotti di cui direttamente o indirettamente ci si alimenta. 

L’ obbiettivo dell’ Agricoltura Naturale è anche di produrre alimenti in funzione della Salute degli Uomini.  

 

Sistemi meccanici per miglioramento colturale e difesa delle piante;  uso di altri sistemi biologici

Premessa

La necessità di creare Sistemi di Protezione Attiva per diverse Colture Agrarie di particolare pregio od a elevato valore di Produzione Lorda Vendibile per Unità di Superficie e strettamente connessa alla necessità di avere la disponibilità di produzioni certe.

Per soddisfare le esigenze di forniture costanti e programmate da offrire soprattutto alle Grandi Reti di Vendita Organizzate, non basta confidare sulla benevolenza di Madre Natura, ma è estremamente necessario garantirsi che capricci Meteorologici non distruggano o limitino i quantitativi di prodotto programmati. 

Questo soprattutto se insieme ai quantitativi siano stati pattuiti anche Standard di Qualità Elevati.

Di seguito si elencano i diversi sistemi, partendo dai più semplici e ovviamente meno costosi fino a quelli più complessi che consentono di alterare il clima e permettere di coltivare anche fuori stagione. 

Coltivare fragole al Polo Nord è possibile, è solo una questione di applicare la giusta tecnologia e, naturalmente, di costi di investimento e di gestione.

 

Sistemi Semplici

  • Reti antigrandine. 

Sono costituiti da una intelaiatura di pali di Cemento Precompresso e Vibrato tenuti in posizione da una orditura di cavi di acciaio e fili di ferro. 

Hanno il compito di sostenere e vincolare una rete in filo plastico idonea ad evitare che i fenomeni grandinigeni possano danneggiare le colture. 

Esistono diverse soluzioni, secondo la coltura, la forma di allevamento dei Fruttiferi, i Sesti di Impianto e l’ altezza delle piante.

  • Ombrai. 

L’ unica differenza dal precedente sta nel montare reti più spesse in grado di intercettare una maggior quantità di luce per permettere di coltivare in piena estate colture sensibili agli eccessi di Luminosità.

  • Sistemi Antipioggia. 

Su una struttura simile alle precedenti vengono montati teli di plastica rinforzati con funzione di non far bagnare il prodotto in caso di pioggia. 

Quindi si ottiene la doppia funzione di antigrandine – antipioggia su colture delicate come Uva da Tavola o Ciliegie. 

Se opportuno possono essere installati in modo da creare un microclima idoneo a far anticipare la raccolta.

 

Sistemi Complessi

  • Doppia struttura, Antigrandine e Antipioggia. 

Sempre sullo stesso tipo di intelaiatura, si usa un sistema a Reti Antigrandine Piane nella parte alta e sotto, sostenuto da appositi archi metallici, un film plastico molto più leggero del precedente in Funzione Antipioggia. 

Aggiungendo anche canaline pluviali e sigillando le aperture si ottiene una vera e propria struttura tipo Multitunnel  Sospeso, in grado di far anticipare di molto il momento della raccolta.

  • Tunnel o Multitunnel in ferro/plastica leggeri. 

Sono strutture abbastanza semplici, spesso autocostruite in azienda, senza effettuare calcoli di portanza specifici, e consistono in una serie di archi in tubolare di ferro montati su supporti infissi nel terreno. 

Possono essere singoli, se con soluzione di continuità, o multipli se le strutture prossimali condividono i supporti. 

Su questa centinatura viene steso e fermato un film plastico di diversi spessori e materiali secondo le esigenze e/o le colture. 

È il primo vero sistema di condizionamento ambientale, poiché consentono di innalzare le temperature all’ interno della struttura rispetto all’esterno, agendo con la chiusura/apertura delle testate. 

Solitamente non superano la larghezza di 5 metri utili lavorabili per campata.

  • Tunnel o Multitunnel in ferro/plastica pesanti. 

Sono l’evoluzione dei precedenti, di cui ricalcano il concetto costruttivo. 

Sono per lo più costruiti da aziende specializzate, con centinature anche a forma di trave, controventate e progettati eseguendo calcoli specifici di carico per la neve e/o colture appese. 

Adottano diversi sistemi di apertura, anche sul colmo, per la climatizzazione interna, predisposta per essere automatizzata con servomotori comandati elettronicamente.

Normalmente hanno un volume d’ aria maggiore dei leggeri, potendo avere fino a più di 8 metri di ampiezza di campata per un’ altezza di 4 metri ed oltre al colmo.

  • Multitunnel in cemento/ferro/plastica. 

Sono il frutto del miglior compromesso tra la tecnologia dei sistemi semplici con la funzionalità dei Multitunnel pesanti. 

Si tratta di costruire una tensostruttura con pali di cemento e corde d’ acciaio su cui vengono montate, con idonee staffe poste in posizione intermedia, la centinatura per il film plastico e le grondaie. 

Rimane intatta la possibilità di applicare la rete antigrandine o ombreggiante utilizzando per il fissaggio la sommità dei pali di cemento. 

I vantaggi di questa soluzione sono di poter coltivare per tutto l’ anno senza dover ricorrere a tinteggiature del film plastico durante l’estate per ridurre l’irraggiamento solare, e al lavaggio delle stesse in autunno per non perdere eccessiva luminosità nel periodo invernale.

  • Serre in ferro/vetro. 

Sono le strutture più complesse e pesanti, e quindi anche le più costose. 

Dovendo sopportare il peso del vetro, anche la struttura in ferro è pesante, tanto da richiedere un basamento in cemento armato a cui essere vincolata. 

Solitamente sono progettate con i vincoli di carico dei capannoni industriali. 

Sono sicuramente le strutture più robuste e stabili ma il loro costo ne permette economicamente l’ uso solo per colture di altissimo pregio o per vivaistica. 

Altro problema agronomico da risolvere è che la maggior parte delle colture orticole o floricole sono sensibili alla luce diretta del sole, che aumenta di effetto negativo con il passaggio dal vetro. 

Per eliminare l’ inconveniente, si deve ricorrere al doppio sistema di ombreggiamento, uno esterno con  rete ombreggiante costruendo una apposita sovrastruttura alla serra, ed una interna con lamina riflettente sostenuta da un’ intelaiatura orizzontale

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Conclusioni

La sola struttura di protezione non è sufficiente per aumentare la produttività e quindi il margine di guadagno. 

Ogni tipo di struttura necessita di adeguati sistemi di controllo della situazione climatica e di impianti di funzione collaterale per ottenere le migliori condizioni di controllo del clima. 

Si inizia con i sistemi di irrigazione in funzione della climatizzazione estiva e di protezione dalle gelate per i sistemi semplici, per arrivare all’ arieggiamento forzato con sistemi di innalzamento/abbassamento della temperatura e dell’ umidità relativa  o addirittura, di incremento della luminosità e/o del fotoperiodo con le apposite lampade

 

Irrigazione di precisione e per il supporto alimentare in specifiche fasi fenologiche

Premessa

Nella normale pratica Agronomica quando si discute di mezzi o metodi per incrementare la produttività, generalmente si parla quasi esclusivamente di concimazioni. 

Questo può essere una via ma copre solo un aspetto della complessa materia per raggiungere lo scopo.

Le componenti principali dei tessuti vegetali e dei loro prodotti sono Idrogeno, Carbonio ed Ossigeno. 

Tramite l’ Energia Solare catturata con la Fotosintesi si trasformano negli Zuccheri Primari che danno origine a tutti i Prodotti Organici del Ciclo della Vita. 

L’ ideale sarebbe di coltivare una determinata specie solo dove la Natura fornisce condizioni favorevoli al suo completo sviluppo.

Le crescenti esigenze di alimenti, ed ora anche di Energia, del Genere Umano richiede di uscire da questa situazione ideale e coltivare anche in zone dove le condizioni naturali non sono così favorevoli. 

Spesso si scelgono culture in base ad una produttività minima garantita dalla resistenza alla siccità, ma con i mutamenti climatici in atto, questi calcoli non sono più proponibili.  

Da questa breve premessa si arguisce che il sistema più naturale per incrementare la produttività si basa sulla disponibilità di Acqua Meteorica e, se non sufficiente, di Irrigazione. 

Le recenti applicazioni delle tecnologie di Microirrigazione  hanno portato a definire le modalità di gestione  e di costruzione degli impianti di Subirrigazione a Bassa Erogazione. 

E anche su coltivazioni da grandi superfici si possono applicare i metodi dell’ Irrigazione di Precisione.  

Il concetto di base per agire con l’ Irrigazione di Precisione è originato dal fatto di considerare l’ Acqua come Primo, Fondamentale e Insostituibile Elemento Nutrizionale dei Vegetali, il primo soggetto su cui si può svolgere un’ Azione Agronomica per migliorare la produzione.

 

Acqua e Vegetali

Sono tre le funzioni principali esercitate dall’ Acqua nei Vegetali: 

  • componente dei Liquidi Circolanti per il trasporto dei nutrienti, 
  • Termoregolazione attraverso la traspirazione  
  • Base Chimica per la Nutrizione. 

Se la disponibilità è ottimale tutte e tre le Funzioni vengono espletate alla massima capacità che la Fisiologia propria della pianta consente. 

Se la disponibilità è relativa le cose cambiano notevolmente. 

Per legge di natura legate alla sopravvivenza dell’ individuo, in condizioni di scarsità prendono sopravvento la Termoregolazione e la Funzione di Circolazione a scapito della Nutrizione. 

È per questo motivo che piante accreditate di notevole resistenza alla siccità, in condizioni limite vanno quasi in stasi vegetativa e, fin che possono, si limitano a sopravvire senza crescere e produrre. 

Anche situazioni prolungate di eccesso di acqua sono dannose.

Non ci si riferisce solo a condizioni estreme di asfissia tali da provocare la morte come succede con gli allagamenti prolungati, ma anche di situazioni temporanee di saturazione. 

Un rapporto importante da mantenere in equilibrio è la percentuale tra Liquido e Gas nel terreno. Per permettere la massima attività dell’ apparato radicale, questo dovrebbe mantenersi all’ incirca 80/20. 

Se si presentano variazioni sensibili in eccesso di liquido, i microrganismi riducono la loro attività fino alla stasi, le radici smettono di respirare e di assorbire e, in assenza di CO2 si altera il processo di assorbimento del Potassio. 

Si può affermare che anche in questo caso la pianta si limita a resistere all’ avversità fino al ristabilimento della condizione normale come succede per la siccità.

Un aspetto da considerare è il consumo di energia che la pianta impiega ad adattare la propria fisiologia quando vi è alternanza delle due situazioni. 

Energia che viene sottratta alla formazione di Sostanza Secca e quindi alla produzione. 

Un accorgimento da attuare per limitare lo stato di stress dopo un forzato periodo di siccità, è di evitare il brusco cambiamento dando troppa acqua appena possibile. 

È necessario reidratare il terreno lentamente con ripetute irrigazioni sottodosate fino a raggiungere lo stato di umidità ideale.

 

Gestione di situazioni anomale

Eccesso di precipitazioni. In condizioni climatiche con eccesso di precipitazioni come avviene in clima tropicale e subtropicale, e purtroppo ora anche in clima temperato, si predispongono le semine o i trapianti su terreni rialzati. 

In frutticoltura si possono formare delle specie di arginelli (termine tecnico: Baulatura) in modo di mettere a dimora le piante al di sopra del livello del terreno e dar loro modo di sviluppare parte dell’ apparato radicale in “zona franca”. 

Per le colture seminate o per le orticole trapiantate si può procedere allo stesso modo. 

Si creano delle “ banchine” più o meno larghe, separate da piccoli solchi in modo da far smaltire l’ eccesso di acqua tramite questa piccola opera idraulica. 

Naturalmente anche tutto il piano di campagna dell’ appezzamento deve essere predisposto per la rapida evacuazione dell’ acqua in eccesso.

Terreni salati. Se si devono coltivare terreni con eccesso di salinità, in particolare  dovuta a Sodio Cloruro e prima di iniziare la coltivazione di piante sensibili, si opera come segue. 

Si distribuiscono abbondanti dosi di Calcio Carbonato finemente macinato e si interviene con quantitativi di acqua oltre la capacità di campo in modo da provocare la percolazione dei Sali in esubero. 

La presenza nella soluzione di Calcio Carbonato e Sodio Cloruro da come reazione la formazione di Calcio Cloruro e Sodio Carbonato, entrambi più solubili e dilavabili degli originali. 

Lo stesso metodo è valido per diminuire la salinità generale dovuta all’ eccessivo uso di Fertilizzanti Chimici non assorbiti e utilizzati dalle piante. 

Se la salinità non è troppo elevata si può intervenire anche a coltura in atto, combinando il sistema per striscia di bagnato ad una leggera sovra irrigazione. 

Con questo procedimento si allontaneranno i Sali in eccesso dalla zona interessata dalle radici a quella del “bagnasciuga” al limite della zona servita. 

In frutticoltura intensiva il sistema può essere utilizzato per creare l’ “effetto vaso”. Con questo accorgimento si può limitare l’ espansione dell’ apparato radicale ed ottenere alberi di sviluppo più contenuto. 

Naturalmente il tutto funziona in zone a limitate precipitazioni atmosferiche.

Acqua salata. Si usano sovrairrigazioni, nella misura del 5 – 10%, lievi sovradosaggi di Carbonati nella fertilizzazione di base ed eventualmente anche la baulatura. 

Anche in questo caso il gioco è sostenibile in zone poco piovose. 

Infatti se si verifica un ritorno di pioggia abbondante, potrebbe far rientrare la quantità di Sali accumulata al limite nella zona affrancata riportando problema allo stato iniziale.

Irrigazione a Goccia e Subirrigazione

La continua evoluzione dei materiali in contemporanea alla diminuzione dei costi per realizzare un impianto, permette di applicare convenientemente il sistema dell’ Irrigazione a Goccia anche alle colture estensive. 

Recenti esperienze in proposito, hanno dimostrato gli enormi vantaggi che si ottengono anche su coltivazioni da grandi superfici. 

In primis è il sistema più economico dal punto di vista energetico e del consumo di acqua. 

Grazie alla tempestività nel sopperire alle esigenze della coltura evitando momentanei stati di stress, sono stati ottenuti anche risultati di produttività maggior sull’ unità di superficie. 

Con la sola eccezione di problemi di salinità, al giorno d’ oggi la maggiore funzionalità, il minor costo, i maggiori risparmi si realizzano con gli impianti interrati a Bassa Erogazione. 

A patto che il sistema sia correttamente progettato e gestito, si riesce a riprodurre quello che in natura avviene nei terreni golenali a falda alta.

Si tratta di posare le ali gocciolanti in profondità, fino a 500 mm, in funzione del tipo di terreno e della profondità delle lavorazioni abituali. 

Anche la distanza tra le ali e dei fori sull’ ala dipendono dal tipo di terreno, quello che conta è che la quantità di acqua erogata per ettaro sia la minima possibile permessa dai materiali. 

Con questo sistema si sfrutta il fenomeno naturale di risalita per capillarità, cioè si usa la forza del Sole per “tirare” l’ acqua verso la superficie. 

Quindi basta far uscire dalle manichette l’ acqua, che poi tutto avviene con  metodo naturale.

Se si può trovare un difetto al sistema, è quello che per mantenere più a lungo l’efficienza, deve essere usato con continuità. 

Questo diventa un pregio coltivando secondo i principi dell’ Agricoltura Naturale, in quanto questo metodo lascia il terreno in condizioni migliori ad ogni ciclo colturale effettuato.

La riattivazione del ciclo dell’ Humus è strettamente legata al mantenimento costante dell’ umidità necessaria allo sviluppo dell’ Attività Biologica. 

Il che significa che anche nei periodi di non coltivazione è necessario attivare l’ irrigazione. 

Questo diventa ancor più un’ occasione di migliorare la fertilità con la pratica del Sovescio, seminando ed interrando essenze adeguate nei periodi di vuoto tra una coltura principale e la successiva.

 

Irrigazione Climatizzante

In natura gli eccessi e la carenza di un fattore di produzione o di crescita provoca il medesimo effetto. 

Questo succede anche con la Luce e la Temperatura. 

Per i vegetali la mancanza o l’ eccesso di temperatura e di luce provoca il rallentamento, in casi estremi fino alla stasi, dell’ Attività Fisiologica. 

Non sempre si tengono in debito conto i limiti fisiologici delle piante. 

Il freddo estremo può portare anche alla morte, la mancanza di luce sicuramente allo stop della Fotosintesi.

Anche temperature superiori a 32-33°C causano l’ interruzione dell’ attività fotosintetica, come l’ eccesso di luminosità porta a fenomeni di tipo intossicativo, rallentando l’ assimilazione delle sostanze assorbite. 

Altro limite di temperatura da tenere in conto è quello della lisi delle proteine, fenomeno che per alcune comincia all’ approssimarsi dei 50°C.

Ora si possono limitare gli effetti negativi delle condizioni estreme utilizzando l’ irrigazione in modo da variare artificiosamente i parametri ambientali. 

Questo avviene con l’ Irrigazione Climatizzante per Nebulizzazione a Basso Volume conosciuta come Microaspersione. 

Per ragioni di costo di impianto e di gestione, per il momento è consigliata solo su colture di particolare pregio come le Orticole e in Frutticoltura.

In frutticoltura e viticoltura può essere sotto o sovrachioma. 

Si agisce solo sui parametri di umidità relativa e temperatura ambiente se non si bagna direttamente la vegetazione, si può esercitare un vero e proprio raffreddamento diretto delle foglie se si bagna tutta la pianta. 

In Orticoltura si opera solo nel secondo modo. 

Per fare un esempio pratico, le insalate in genere cominciano ad essere in difficoltà già sotto i 30°C e con luminosità sopra i 30.000 Lux. Se si crea un velo d’ acqua continuo sulle foglie durante le ore più calde e più luminose, le piante sono in grado di continuare a mantenere parametri di crescita pressoché ottimale invece che  entrare  in stasi vegetativa temporanea.

 

Conclusioni

Questo documento è volutamente più ricco di argomenti tecnici rispetto ai collegati. 

La Vita sulla terra si è originata nell’ acqua e  senza acqua non può esistere la Vita. 

Uno dei compiti dell’ Agronomia è di continuare a studiare i metodi ed i sistemi di  irrigazione per migliorare le Produzioni Agricole senza sprecare risorse energetiche ed idriche. 

Lo scopo della Microirrigazione è di mantenere lo stato di idratazione ideale del terreno in modo che le piante possano alimentarsi facilmente agendo sulla frazione Facilmente Assorbibile, senza dover utilizzare energie supplementari. 

Solo attraverso l’ ottimizzazione di tutti i fattori si ottiene di produrre di più nel pieno rispetto dell’ Ambiente secondo i principi dell’ Agricoltura Naturale.